“Ridurre fino all’essenza senza però togliere la poesia”

— Dieter Rams

SotS – Sound of the Spheres

Alla ricerca della grande sinfonia del cosmo

Sound of the Spheres è un progetto di ricerca audiovisiva che nasce dalla teoria della “Musica delle sfere” di Pitagora, nella quale il filosofo greco afferma che il Sole, la Luna e i Pianeti del Sistema solare, per effetto dei loro movimenti, produrrebbero un suono continuo, impercettibile dall'orecchio umano, e tutti insieme produrrebbero un'armonia. Dopo qualche migliaio di anni quella antica teoria sembra rivivere nella “Teoria delle Stringhe” che ipotizza che le particelle elementari siano minuscole stringhe in vibrazione e che “se riuscissimo a stabilire quali 'note' possono essere suonate dalle stringhe, saremmo in grado di spiegare perché le particelle elementari hanno le loro proprietà sperimentalmente osservate” (L'universo elegante - Brian Greene).

“Il viaggio evocativo e raffinato del digital artist Giuseppe Guariniello, in cui la rielaborazione di frammenti audio e video della Nasa, proietta il pubblico in un’altra dimensione spazio-temporale”.
Corriere della Sera 

“Un ambiente immersivo dove suono e luce alterano la percezione di chi accede”.
XL Repubblica 

Il primo episodio di SotS

Il lato oscuro della luna, i suoni misteriosi che hanno ascoltato gli astronauti dell’Apollo 10.

Altre dimensioni, dove spazio e tempo giocano secondo regole differenti. E quella conversazione:

“Lo senti? Lo senti quella specie di fischio”, “Lo senti anche tu?”, “Sì, sembra musica dallo spazio”.

Partendo dalla rielaborazione di frammenti audio e video della NASA nasce la prima performance SotS, capace di alterare percezioni e metterci in comunicazione con l’armonia dello spazio.

Fotonica Festival - Macro Roma

Fotonica Festival - Macro Roma

Wired Next Fest - Planetario Ulrico Hoepli Milano

Wired Next Fest - Planetario Ulrico Hoepli Milano

Spring Attitude Festival - MAXXI Roma

Spring Attitude Festival - MAXXI Roma

Le esibizioni

La performance audiovideo Sound of the Spheres è stata portata in scena in spazi come il Planetario Ulrico Hoepli di Milano durante il Wired Next Fest 2016, il MAXXI per il festival di musica elettronica Spring Attitude e il MACRO per Fotonica, l’evento dedicato alla sperimentazione audiovisiva .

L’immaginario

La teoria dell’armonia delle sfere risale al filosofo greco Pitagora (570-496 aC).
Il mondo intero, secondo la teoria di Pitagora, consisteva in armonia e numero. Sia l’anima (microcosmo) che l’universo (macrocosmo) sono stati assemblati in base a proporzioni ideali, che possono essere espresse in una sequenza di toni.

“C’è geometria nella ronzio delle corde. C’è musica nella spaziatura delle sfere” – Pitagora

Secondo R. Fludd (1574-1637), “Il monocordo è il principio interno che, dal centro del tutto, determina l’armonia di tutta la vita nel cosmo.” Lo strumento è diviso a metà in una parte superiore, dove la luce si muove nella materia oscura che occupa la parte bassa, al loro incrocio il sole assume il potere della trasformazione.